Giovedì 5 febbraio, ore 20.00, Aurigeno. Un’affluenza quasi inaspettata, di apicoltori e non provenienti da più parti del nostro cantone, per la serata formativa organizzata dalle Sezioni Valmaggese e Locarnese dal tema “Geobiologia e apicoltura: l’influenza del territorio sulla salute degli alveari”. Un tema sicuramente non convenzionale, ma che ha saputo suscitare l’interesse e la curiosità di tutti i presenti che non hanno esitato a porre molte domande, anche a conferenza terminata durante il consueto momento di convivialità.
Relatrice la signora Michela Bionda, geobiologa e radiestesista, che con pazienza e passione ci ha spiegato dapprima in cosa consiste la sua attività e quindi in che modo questa può influire positivamente sulla salute degli esseri viventi in generale e su quella della api.
La geobiologia è considerata una pseudoscienza. Si tratta di una pratica antica e usata già dai nostri antenati. Studia e ricerca le nocività provenienti dal suolo e dal sottosuolo che spesso sono presenti nei luoghi di vita e di insediamento degli esseri umani e degli animali.
Vi sono tre principali fonti di nocività:
- l’elettrosmog
- le geopatie (aree in cui le energie provenienti dal suolo e dal sottosuolo influenzano negativamente il benessere)
- i fenomeni sottili (presenze e memorie di tipo non fisico)
Le api (come accade spesso per gli esseri viventi del genere animale), hanno una marcata sensibilità nei confronti dell’ambiente e di conseguenza reagiscono in modo importante in presenza di fonti nocive. Problemi quali aggressività, debolezza delle colonie, ridotta produttività, compromissione delle difese immunitarie ed alto tasso di mortalità potrebbero essere una diretta conseguenza della presenza di uno o più fattori di stress presenti nel territorio di ubicazione degli alveari interessati.
Quando vi è il sospetto della presenza di fonti di stress è necessario eseguire un’accurata analisi del territorio e, dopo aver individuato le cosiddette geopatie o le eventuali fonti di elettrosmog, si procede all’intervento di armonizzazione che permette di neutralizzare le nocività presenti e riportare equilibrio nel luogo, e conseguentemente benessere per chi ci vive.
Le attività di analisi solitamente avvengono tramite specifici apparecchi, in particolare per le problematiche legate all’elettrosmog, e con strumenti quali il pendolo e le bacchette che sono essenziali per individuare le geopatie e le memorie.
L’intervento di armonizzazione invece si basa sull’uso di determinati oggetti, solitamente dei massi di pietra possibilmente indigeni che in gergo si definiscono menhir e che, posizionati su dei luoghi ben precisi, sono in grado di rilasciare energia positiva e neutralizzare le nocività, ripristinando l’equilibrio del luogo e degli esseri viventi che ci vivono.
Si può sicuramente affermare che la geobiologia si compone di tecnica, ma sembrerebbe anche di capacità e doti quasi un po’ innate e intuitive. Michela ci spiega però che per poterla praticare bisogna passare da un preciso percorso di apprendimento e di pratica. Anche se alle nostre latitudini è una disciplina ancora poco conosciuta, vi sono paesi come la Francia dove è molto diffusa, anche tra gli apicoltori.
Michela, attraverso il suo lavoro sul campo, è stata testimone di come uno dei suoi interventi di armonizzazione sia stato in grado di riportare equilibrio positivo in un apiario della Val Calanca. L’apicoltore proprietario aveva infatti richiesto il suo intervento trovandosi confrontato con api dal comportamento particolarmente aggressivo e scarsa produttività con le quali era divenuto impossibile lavorare, tutto ciò apparentemente in assenza di un valido motivo o di fenomeni particolari.
Il mondo dell’apicoltura, e degli apicoltori, è sicuramente una realtà complessa e composta da natura, scienza, tradizioni, sapere ma anche da doti intuitive. Ogni apicoltore ha per così dire la sua filosofia e alcuni principi fondamentali sui quali solitamente si basa per la conduzione degli apiari. È altrettanto vero che a volte, forse sempre più, accadono fenomeni insoliti e inspiegabili che purtroppo compromettono la salute delle nostre amate api. Ampliare il proprio sguardo e le proprie conoscenze potrebbe essere una delle chiavi che ci aiuterà a far fronte alle sfide attuali e future.
Ulteriori info: www.michelabionda.ch